Mobilizzare finanziamenti verdi per le Pmi

G7 Environment Meeting – Green Finance for SMEs

Conferenza del 5-6 aprile a Venezia

 

F_Confuorti_120_002di Francesco Confuorti, Presidente, Advantage Financial

 

È un grande onore per me essere qui oggi di fronte a questo illustre consesso. Mobilizzare finanziamenti verdi per le PMI e così metterle in condizione di perseguire uno sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale è una dimensione fondamentale del nostro futuro comune.

Come ben sapete, le PMI sono da sempre e rimangono la spina dorsale dell’economia italiana e del marchio, famoso in tutto in mondo, del Made in Italy. Oggi è arrivato quindi il momento di padroneggiare l’innovazione tecnologica nell’industria finanziaria e di mobilizzare fondi pronti ad essere investiti in progetti verdi promuovendo così uno sviluppo sostenibile delle PMI. PMI, finanza verde e Fintech sono la tripletta dalla quale emergerà un futuro promettente per l’Italia così come per tutti i paesi del G-7.

È in questa prospettiva che Advantage Financial ha cooperato con entusiasmo col Ministero Italiano dell’Ambiente, organizzatore di questa conferenza. L’UNEP ha lavorato per anni per affrontare la sfida di mobilizzare finanziamenti per lo sviluppo verde; vogliamo quindi riconoscere il dovuto merito a questi sforzi e al contributo dell’UNEP a questa conferenza.

Permettetemi di condividere con voi in queste mie considerazioni introduttive al lavoro che abbiamo fatto in Advantage Financial, poiché è strettamente collegato ai temi discussi nella conferenza. Questo lavoro si incentra sul finanziamento dello sviluppo sostenibile in tre aree:

 

• Rapporto fra costo dei finanziamenti e impronta ecologica
• Aiutare le PMI espandendone l’accesso a dati e informazioni, e
• Fintech al servizio dello sviluppo sostenibile.

1. Costo del finanziamento con strumenti di debito e impronta ecologica

Essenzialmente, il nostro lavoro mostra come vi sia una forte correlazione fra il costo dell’indebitamento di un’azienda e la sua impronta ecologica, un legame molto più forte che con il costo del capitale azionario.

Ad Advantage Financial, affrontiamo il tema della sostenibilità del debito finanziario prevedendo un  continuum fra bond verdi, che finanziano progetti con un impatto positivo sull’ambiente, e bond Marroni, che finanziano progetti ad impatto negativo sull’ambiente. Misuriamo l’impronta ecologica delle aziende sulla base della loro misura di “governance ecologica e sociale” (ESG), e mappiamo questa impronta, in modo continuo, su alcuni indicatori del costo del debito dell’azienda.

Il nostro approccio è più vasto della tradizionale concentrazione su un sottoinsieme relativamente piccolo di titoli verdi nel mercato obbligazionario. Il mercato dei titoli verdi è l’argomento della prima sessione di questa conferenza, e sono ansioso di confrontare la mia visione sulla questione con gli altri speaker.
Ci chiediamo se il mercato obbligazionario è in grado di discriminare fra titoli verdi e marroni, facendo pagare uno spread addizionale. L’idea che Advantage Financial ha elaborato da qualche tempo è che il rischio ecologico è un tipo di rischio agli estremi della distribuzione statistica (“tail risk”), che viene prezzato meglio dal debito che dalle azioni di capitale. Le nostre analisi empiriche trovano forti prove di questa correlazione. Per coloro che siano interessati a questa analisi, tutti i nostri paper di ricerca sono pubblicati sul nostro Sito Web, advantagefinancial.net.

 

  • Il nostro primo studio esamina un campione di più di 1.100 società non finanziarie quotate che riportano sui propri bilanci i dati sull’impronta ecologica. Scopriamo che l’impronta ecologica ha un impatto significativo sul costo del finanziamento attraverso emissione di debito. (vedi i grafici 1 e 2).
  • I nostri studi successivi si concentrano sui settori ad alta intensità energetica e di capitale, confermando una forte correlazione fra l’impronta ecologica e il costo dell’indebitamento.
  • Lo studio del 2014 contiene stime molto dettagliate dell’impronta ecologica, con dati a livello di singolo stabilimento industriale, basati sulle informazioni EEA fornite dalle aziende nei settori ad alta intensità di emissioni di CO2 (energia, servizi pubblici, metallurgia e cemento), informazioni che sono associate al rapporto di copertura degli interessi della società proprietario di ogni stabilimento. (vedi grafico 3)
  • Lo studio del 2015 si concentra sull’aziende pubbliche di Servizi Elettrici e sulla intensità energetica di ogni industria, un modo per definire quanto verde o quanto marrone sia ogni industria. Uno spostamento di questa intensità verso il verde (marrone) conduce in media a un costo del debito più basso (più elevato). (vedi grafico 4)

2. Un settore delle PMI sostenibile e lo sviluppo del marchio “Made in Italy”

Quando pensiamo alla sostenibilità, dobbiamo distinguere fra settori ad alta intensità di capitale e di energia, ovvero quelli che contribuiscono più di tutti alle emissioni di CO2 e anche ad altre forme di rifiuti tossici distribuiti nell’aria, nel terreno e nelle acque, e i settori a minore intensità di capitale ed energia del Made in Italy, come alimentare, vestiario e mobili. Per questi settori, dobbiamo trovare altri indicatori di impronta ecologica e raccogliere dati su di essi (tenendo conto che le PMI non sempre sono disposte a sostenere i costi necessari per raccogliere e diffondere questi dati).

 

  • Una nuova dimensione è correlata con l’intenso commercio internazionale di alimenti che ha luogo in questo mondo di globalizzazione. Ciò crea costi ambientali connessi allo spostamento di alimenti attraverso il pianeta (c’è chi pensa in verità che il commercio di alimenti sia una proxy del commercio di acqua nel mondo, specialmente per i paesi poveri e a medio reddito).
  • Inoltre, il commercio alimentare crea un impegno alla resposabilità sociale da parte di quei produttori di alimenti che fanno originare gli input di base da agricoltori in Italia e in altre parti del mondo. Questa è un’area di grande potenziale che può essere di grande beneficio in particolare per gli agricoltori del Kenya, attraverso iniziative molto innovative e che offrono una possibilità di fare un commercio internazionale più etico tra Europa, Italia e Africa.
  • Inoltre, quando parliamo di alimenti, non possiamo scordarci le questioni connesse di salute e di dieta. La soluzione innovativa di Advantage Financial GREENMANGO promuove un consumo sostenibile, grazie alla propria architettura di dati che traccia l’impatto ecologico, sociale e nutrizionale di ciascun prodotto e marchio al consumo.
  • Guardando al futuro, in primo luogo, stiamo promuovendo la creazione di una piattaforma B2B e di Garanzie di Credito (Confidi) per le PMI locali e gli imprenditori in Africa, cominciando dal Kenya, e nei Balcani.
  • Infine, vorrei menzionare il fatto che Advantage Financial ha firmato numerosi accordi di Ricerca e Sviluppo (R&D) con università del calibro dell’Aldo Moro di Bari e la Strathmore University di Nairobi in Kenya, con ulteriori accordi già in pista.

3. Dall’innovazione finanziaria al Fintech sostenibile

Advantage Financial, una banca di investimento boutique fondata nel 1992 guarda sempre al futuro, stavolta mettendo assieme sostenibilità e Fintech. Questi sviluppi hanno lo stesso grado di dinamismo del lancio di nuove imprese. Si tratta infatti di un’attività su mercati emergenti e di frontiera.

 

  • Se la finanza rappresenta il passato recente, Fintech e sostenibilità sono il futuro, e come professionisti dei mercati finanziari o ci adattiamo a questo nuovo paradigma, o semplicemente scompariremo nell’irrilevanza. Questa è una transizione più facile per soggetti flessibili e imprenditoriali come ADF. Probabilmente l’unico modo di soddisfare i bisogni di finanziamento delle PMI nell’industria e nei servizi è di creare un’industria di piccoli e medi intermediari di Fintech.
  • Sono fiducioso nel successo derivante dall’unire le forze con gli imprenditori di Fintech in Italia, Africa e nella Nuova Europa (si pensi al potenziale del Kenya, che è il leader mondiale nell’industria dei pagamenti attraverso smartphone).
  • Infine, le istituzioni finanziarie internazionali, come la African Development Bank, la BERS e lo stesso Ministero dell’Ambiente, possono avere un ruolo di sostegno di grande importanza.
  • La seconda e terza sessione, che si concentrano rispettivamente sul ruolo degli intermediari finanziari tradizionali e degli imprenditori di Fintech, ci forniranno sicuramente degli spunti interessanti.

4. Guardando avanti e conclusioni

I progetti di Advantage Financial prevedono la creazione di una o più start-ups. Il nostro obiettivo non è solo quello di creare nuove opportunità, ma nuovi imprenditori, che sono a loro volta creatori di posti di lavoro.

 

  • Quest’iniziativa promuoverà una crescita accelerate, armonia e sostenibilità in società che condividono una cultura comune con l’Italia.
  • Contribuirà inoltre a forgiare un approccio più costruttivo agli enormi problemi geopolitici, come gli effetti negative della globalizzazione e l’immigrazione, questioni con cui dobbiamo fare i conti attualmente.

Permettetemi di concludere le mie considerazioni introduttive dando il microfono a Nick Robins di UNEP e Paolo Bersani di PWC, che presenteranno i loro paper.

 

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